Genova in un weekend: cosa vedere, dove mangiare, come muoversi

Genova è una di quelle città italiane che continua a sorprendere chi ci arriva senza aspettative altissime. Non è Roma, non è Firenze, non ha il peso del turismo di massa e non ha neanche quella patina da città vetrina. Ha invece qualcos'altro: una stratificazione storica autentica, una cucina vera, un porto che è ancora porto, e quella personalità ligure un po' burbera che, quando si scioglie, è la cosa più genuina d'Italia.

Se stai cercando cosa fare a Genova in un weekend, hai scelto bene. Due giorni bastano per innamorarsene. Non bastano per vederla tutta — ma questo è esattamente il punto.

Sono Gleithy, gestisco Dimora Soprana in via Fieschi, e Genova la vivo da quattro anni. Questa è la mia risposta alla domanda "cosa si fa a Genova in un weekend?"

Cosa vedere a Genova: i must assoluti

Prima di parlare di percorsi, una cosa chiara: Genova non si visita con la lista delle dieci cose da vedere in ordine di importanza. Si esplora. Si entra nei vicoli senza sapere dove portano. Si alza la testa davanti ai portali e ci si stupisce. Detto questo, ci sono luoghi che non si possono saltare.

Il centro storico medievale di Genova è uno dei più grandi d'Europa e dal 2006 è patrimonio UNESCO: un labirinto di caruggi — i vicoli stretti e altissimi tipici della città — che nascondono botteghe storiche, chiese romaniche, cortili profondi. Non ci sono mappe che tengano: bisogna camminarci dentro e lasciarsi disorientare un po'.

Via Garibaldi è la strada dei Palazzi dei Rolli: palazzi nobiliari del Cinquecento che ospitavano i re di passaggio nella Repubblica di Genova. La facciata è già straordinaria, ma se entrate nei cortili — e spesso si può — capite cosa significava il potere e la ricchezza mercantile genovese. Oggi molti di questi palazzi ospitano musei: Palazzo Rosso, Palazzo Bianco, Palazzo Tursi sono aperti al pubblico e vale la pena entrarci.

La Cattedrale di San Lorenzo con la sua facciata a strisce bianche e nere è il simbolo più riconoscibile di Genova. Entrate — è gratuito — e visitate il Tesoro se avete tempo: custodisce reliquie e opere d'arte di valore straordinario, tra cui la Sacra Cinerea e un piatto che la leggenda vuole fosse il Santo Graal.

Il Porto Antico e l'Acquario di Genova: l'acquario è uno dei più grandi d'Europa, con vasche enormi dedicate agli squali, ai delfini, alle meduse, alla foresta pluviale. Non è solo per bambini — è davvero spettacolare per chiunque. Prenotate online i biglietti per evitare file.

I Palazzi dei Rolli — e il sistema dei rolli in generale — sono la cosa che spiega meglio di tutto il resto la natura di Genova: una Repubblica marinara e mercantile che si organizzava in modo sofisticato per ospitare i visitatori di Stato. Ogni palazzo iscritto nei rolli aveva l'obbligo, a rotazione, di ospitare le delegazioni straniere. Un sistema di welfare aristocratico che non ha precedenti in Europa.

I caruggi: come orientarsi (o meglio, come non farlo)

Il centro storico di Genova ha una superficie di circa 112 ettari — è il più grande centro storico medievale d'Europa. Questo significa che ci si può perdere davvero, e che due giorni non bastano per vederlo tutto. Non stressatevi: scegliete una direzione e camminate.

Alcuni caruggi da non perdere: vico Dritto di Ponticello, via Maddalena, salita di San Genesio, via della Maddalena. Camminando verso il porto si passa inevitabilmente per Sottoripa, la galleria medievale sotto i portici del Porto Antico — friggitorie, pescherie, trippa, farinata. Rumoroso, profumato, vivo.

La chiesa di Santa Maria delle Vigne è una delle più antiche della città, con un campanile romanico che resiste dal X secolo. La basilica di San Siro è la cattedrale originale di Genova, barocca e imponente. La chiesa di San Donato, ottagonale e unica nell'architettura ligure, è nascosta nei vicoli ed è una delle sorprese più belle per chi la trova per caso.

Cosa mangiare a Genova: la guida essenziale

La cucina genovese è una delle più sottovalutate d'Italia — e i genovesi lo sanno, e non fanno niente per cambiarlo, perché in fondo preferiscono tenerla per sé. Eccovi le cose da assaggiare assolutamente.

La focaccia genovese — quella con il buco, unta d'olio, morbida dentro e croccante fuori — si mangia a colazione, con il caffè, senza sensi di colpa. I genovesi la mangiano alle sette di mattina e vi guarderanno male se ordinate il cappuccino dopo le undici. La migliore si trova nei panifici del centro storico: calda, appena sfornata, è una delle cose più buone che esista.

La farinata è una torta di farina di ceci cotta in teglie di rame in forni a legna, nata come cibo povero e diventata un simbolo. Si mangia al taglio, bollente, con pepe nero. Da Sa Pesta, nel centro storico, fanno anche la torta di riso e le torte di verdura — la torta pasqualina con bietola e uova è un altro classico.

Il pesto genovese è diverso da quello che avete mangiato finora. Fatto con basilico locale (quello genovese ha foglie più piccole e profumo più delicato), pinoli, parmigiano, pecorino, aglio e olio extravergine ligure, pestato nel mortaio. Le trofie al pesto — pasta corta arrotolata a mano — sono il piatto simbolo. I pansoti con la salsa di noci sono un'altra cosa da non perdere.

Per mangiare bene senza spendere una fortuna: Sa Pesta per le torte salate e la farinata, l'Acciughetta per la cucina genovese tradizionale e contemporanea (cuochi Alleanza Slow Food, vini naturali), Rosmarino per un pranzo o una cena di livello con Bib Gourmand Michelin.

Come muoversi a Genova

Genova è una città verticale — si sviluppa su più livelli tra il mare e le colline — e questo la rende unica ma anche un po' complicata da capire al primo impatto. Qualche indicazione pratica.

Il centro storico si gira rigorosamente a piedi. Le auto non entrano nella ZTL e anche dove possono entrare non c'è quasi mai parcheggio. Lasciate la macchina e camminate.

Gli ascensori e le funicolari collegano il centro alle colline: l'ascensore di Castelletto (liberty, economico, imperdibile) porta al belvedere da cui si vede tutta Genova. La funicolare di Sant'Anna e quella di Righi sono altre opzioni per salire in modo originale.

I bus AMT coprono bene tutta la città: esistono biglietti giornalieri e bigiornalieri convenienti. Il numero 31 porta verso Boccadasse. Da piazza Dante — dove si trova Dimora Soprana — partono diverse linee che collegano il centro al porto, alla stazione Brignole e ai quartieri collinari.

La stazione di Genova Brignole è la principale stazione ferroviaria per chi arriva in treno dall'est (Milano, Bologna, Roma). La stazione di Genova Piazza Principe è quella da cui partono i treni per la Riviera e la Francia. Entrambe sono ben collegate con il centro in bus.

Quando andare a Genova

Genova si visita tutto l'anno — è una città che non vive di stagionalità turistica come le città d'arte più note. Detto questo, la primavera (aprile-giugno) è il momento migliore: il clima è mite, le giornate sono lunghe, i giardini sono in fiore. L'autunno è altrettanto bello, con quella luce dorata che rende i caruggi ancora più fotogenici.

L'estate può essere calda e umida, ma il Porto Antico e il lungomare diventano il cuore della vita notturna genovese. L'inverno è mite rispetto al nord Italia — raramente nevica in centro — e la città è silenziosa nel modo migliore: musei accessibili, ristoranti con i posti, nessuna fila.

Due eventi da segnare in calendario: il Salone Nautico (ottobre) porta in città appassionati di vela e nautica da tutta Europa, e il Porto Antico si riempie di barche straordinarie. I Rolli Days (primavera e autunno) aprono al pubblico i palazzi normalmente chiusi — un'occasione unica per entrare negli interni privati dei Palazzi dei Rolli.

Genova con bambini

Genova è sorprendentemente adatta ai bambini. L'Acquario è ovviamente la prima tappa, ma c'è molto altro: il Galata Museo del Mare, uno dei musei marittimi più belli d'Europa, con una nave del Seicento ricostruita al suo interno. La Città dei Bambini al Porto Antico è uno spazio interattivo pensato per i più piccoli. Il Biosfera — la sfera di vetro di Renzo Piano con piante tropicali — è un'esperienza sensoriale bellissima per tutte le età.

Il centro storico con i suoi vicoli è un labirinto affascinante anche per i bambini — con la raccomandazione di non perdere mai di vista i piccoli, perché i caruggi si assomigliano tutti e ci si perde facilmente.

Genova low cost: si può fare

Genova è una città dove si può spendere poco e mangiare benissimo. La farinata costa meno di due euro al taglio. Un panino con la focaccia ripiena al panificio è un pranzo completo per pochi euro. I musei civici hanno spesso il biglietto ridotto o gratuito per chi ha meno di 18 anni. I bus costano pochissimo con il biglietto giornaliero.

Dormire in un affittacamere a Genova centro come Dimora Soprana è in genere più conveniente rispetto agli hotel di pari livello, con il vantaggio di un'accoglienza personale e di consigli di chi la città la conosce davvero. Un rapporto qualità-prezzo che gli hotel di catena faticano a eguagliare.

Dove dormire a Genova: il quartiere di piazza Dante

Il quartiere intorno a piazza Dante e via Fieschi è uno dei meglio posizionati per chi vuole visitare Genova a piedi. È a metà strada tra il centro storico medievale e il quartiere moderno con via XX Settembre, a pochi minuti dal porto e dall'acquario, comodo per chi arriva in auto (il parcheggio Centro dei Liguri è a due passi) e per chi arriva in treno (la stazione Brignole è raggiungibile facilmente).

È anche — e questo conta — un quartiere dove vivono i genovesi. Non è una zona da turisti, non ha quella qualità artificiale dei luoghi costruiti per il visitatore. Ha la focacceria sotto casa, il mercato, il bar dove i pensionati bevono il caffè alle nove del mattino. È Genova vera.

Se state pianificando un weekend a Genova e volete un base centrale, pulita e con qualcuno che vi dica davvero dove andare — sono qui. Dimora Soprana, via Fieschi, piazza Dante. Vi aspetto. — Gleithy

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Affittacamere a Genova centro: perché Dimora Soprana è la scelta giusta